È situato su una sporgenza rocciosa da cui domina tutta la Valle del Sele. Il territorio è ricco di noccioleti, castagneti, boschi cedui, cerreti, e faggete d’alto fusto. La fauna abbonda di cinghiali, volpi, lepri, martore, tassi, ghiri, poiane, merli, ghiandaie, fringuelli, pettirossi, cinciallegre e qualche fagiano. Ospita il Parco Eolico Castelnuovo, il più grande produttore di energia elettrica alternativa della provincia di Salerno.

Dopo i terremoti storici del 1466 e del 1694 è stato oggetto di una distruzione quasi totale dovuta al sisma del 23 novembre del 1980 di cui ne è stato l’epicentro. Oggi si appresta, dopo una lunga fase di ricostruzione, a ritornare alla sua “normalità”, restituendo pian piano la luce, gli odori ed i colori del suo centro storico, a tutto il nuovo costruito.

 

Storia di Castelnuovo di Conza

Il territorio è stato abitato nel periodo che va dal paleolitico superiore al neolitico fino all’età del bronzo; la massima espansione si è avuta tra il V e III sec. a.C. Per la sua posizione, ha rappresentato un importante nodo viario: consentiva il passaggio di comunicazione dall’alta Valle del Sele alla Valle dell’Ofanto e quindi collegava il Tirreno con l’Adriatico. I ritrovamenti hanno rilevato in varie località anche la presenza di fattorie sannitiche, ma sono state trovate anche tombe, vasi e monete romane.

Dalle fonti esaminate, il primo documento in cui si fa menzione di Castelnuovo di Conza è il “Catalogo dei Baroni normanni” (1140), e qui lo si ritrova tra i suffeudi di Conza. In data 17 Agosto 1254, Innocenzo III affidava in possesso di Filippo di Acerno, il Castello di Castelnuovo, che era stato restaurato nel 1230-1231 insieme ad altri nella zona, per volere di Federico II di Svevia.

Una tradizione ancora viva nella memoria collettiva, ritiene che Castelnuovo di Conza fosse sorto per l’abbandono di un antico insediamento posto nel bosco e causa della presenza dei serpenti. In verità nella seconda metà del XV sec. gli abitanti di “Torricella”, una terra sita nel bosco, si trasferirono in borghi vicini. Una parte di questi si insediò a Castelnuovo di Conza, che forse per l’incremento demografico e per mancanza di spazio, o per il cessato pericolo di aggressioni così frequenti dei secoli precedenti, edificò fuori della porta di “Chiecole” dove già doveva esistere una realtà urbana consolidata intorno alla chiesa della Petrara.

Nel 1375 era fra le proprietà del feudo dei nobili Arcuccia. In seguito lo troviamo tra i feudi  di Caposele. Nei primi anni del XV secolo e in possesso di Luigi II Gesualdo, che lo trasmette al suo discendente Sansonetto, che a sua volta lo passa a Nicolò II 17 aprile 1480 è un feudo della contea di Conza, governata da Luigi III. Nel 1495 è ancora un feudo della famiglia Gesualdo. Ultimo feudatario della famiglia Gesualdo fu Fabrizio, dato che, nel 1518, anche questa località fu abbandonata, diventando un feudo rustico. Per quasi un secolo e mezzo fu utilizzata solo per il pascolo e la coltura, fin quando nel 1668 divenne proprietà di un certo Giambattista Ludovisi.

Nel XVII secolo era ormai totalmente distrutta ed il suo ricco territorio ritornò ad essere usato per gli usi agricoli. Nel 1806, con la caduta della feudalità, divenne un bene personale del Marchese D’Ayala-Valva.

 

Monumenti e bellezze naturali

Località Cupole, Buoniventre, Torretta e San Ilarione (monaco orientale, protettore dai terremoti, che evangelizzò le popolazioni dell’Egitto e del vicino Oriente d.C.): nelle tre zone sono venuti alla luce diversi reperti, quali vasellami e ciottoli di ceramica a vernice nera, risalenti al IV-V sec. a.C., nonché un insediamento sannitico dello stesso periodo; i materiali archeologici sono ospitati nel Museo Provinciale Salerno. Inoltre, in località San Ilarione, vi sono i resti  di un castello longobardo che fu ricostruito in epoca normanna, nonché, secondo studi archeologi, vi era il tempio Conzano di Giove Vicilino.
 

Foto di Castelnuovo di Conza

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